Descrizione
Opera di un colto capomastro, questo piccolo santuario mariano, realizzato come oratorio per volontà di Cristoforo Penzolato attorno al 1630 in pieno periodo della peste, è costituito da un unico vano rettangolare con tetto a due spioventi.
La facciata, coronata da un frontoncino triangolare, è intessuta di un singolare gruppo di aperture contornate da belle sagome di pietra viva, disposte secondo il modulo di quella serliana tanto cara alla poetica palladiana.
All’interno spicca un unico altare seicentesco sopra il quale è collocata la venerata immagine policroma della Vergine con Bambino, scolpita a bassorilievo in pietra tenera locale nei modi tipici dell’arte popolare quattro-cinquecentesca. Le forme sono quelle della scultura popolare che interpreta una iconografia diffusissima tra i Quattro e il Cinquecento, con la Vergine a mezzo busto che sostiene il Figlio ritto in piedi sul davanzale di una finestra, intenti in un mutuo colloquio. La venerata immagine rientrerebbe, secondo gli studiosi, tra le sculture popolari di cultura cimbra di cui costituirebbe l'esempio più a valle.
Prima della costruzione della chiesetta, il piccolo bassorilievo (cm. 70 x 62) era collocato inizialmente all'aperto, su stele, e risultava solamente protetto dalle intemperie.