Descrizione
Variante sul percorso n. 1 del “Monte” che inizia al termine di via Brandizii scendendo dalla collina. È suggerita soprattutto agli amanti della bici, che hanno la possibilità di pedalare su carrarecce o stradine, tra i campi costeggiati da rogge e lunghe alberate, godendo di un paesaggio agricolo ancora fortunatamente intatto.
Da via Lovara si prosegue a destra fino a incrociare via Palugara. La si attraversa proseguendo su via Buzzaccarini fino a raggiungere l'imbocco della pista ciclabile che dopo 200 metri raggiunge nuovamente via Palugara e imbocca via Crosare che si inoltra nei campi, seguendo uno dei rami della roggia Cassandra. Il toponimo ricorda la figura di una giovane nobile della famiglia dei conti Nievo.
La si segue fino a incrociare la suggestiva via Fosse che ci conduce tra filari di alti platani fino a uscire su via Braglio. Percorrere queste stradine a piedi o in bicicletta, è come immergersi in un passato che i più ormai non conoscono. Il silenzio domina sovrano tra le coltivazioni di mais, i filari di viti e i prati: mancano solo i carri trainati dai buoi o dalle mucche per completare un quadro di vita campestre che si può solo vedere nei dipinti dell'Ottocento e del primo Novecento, nei documentari girati prima del boom economico, nelle vecchie fotografie custodite gelosamente tra i ricordi di famiglia. Foto 22?
Si devia su via Pradoneghi, costeggiata da gelsi secolari e immersa in un’ampia prateria ben curata. La si segue fino all’incrocio con via Bassana, all’altezza di una bella edicola votiva della seconda metà del XVII secolo, giunta a noi pressoché intatta e caratterizzata da una profonda nicchia centrale racchiusa da due lesene, con un arco a tutto sesto e un complesso cornicione, il tutto sormontato da un tettuccio a quattro spioventi ed edificata in prossimità di un antichissimo quadrivio. Esso conserva ancora quasi inalterato il fascino dei secoli passati: profondi silenzi, gorgoglio delle acqua che scorrono pigre nell'adiacente roggia, fruscio del vento e canto degli uccelli che trovano rifugio nelle due spettacolari farnie. In lontananza, la grande macchia scura di villa Nievo Bonin Longare e l'unghia della collina che si distende poco lontana. Foto 23
Dal quadrivio si può proseguire diritti su via Decima, località così chiamata in quanto in questo luogo gli abitanti di Montecchio Precalcino versavano “la decima” ai signori Da Vivaro prima e ai Nievo poi. Raggiungiamo casa Nievo Zanfardin Martini che risale perlomeno ai primi decenni del Cinquecento, circondata da mure di cinta con elegante portoncino d'ingresso affiancato da una edicola sacra.
Al di là della strada sorgono i rustici della “Casa della Decima” già Nievo e poi Nievo Bonin Longare, poi Amministrazione Provinciale di Vicenza, oggetto negli ultimi decenni di vari interventi di migliorie e di cambio di destinazioni d'uso.
Ritornando sui propri passi, si prosegue sulla destra lungo via Bassana fino a raggiungere via Ca' Rote da dove si affronta l'ultima, importante salita che ci porta nuovamente all'incrocio della Bastia. Da qui si continua l'itinerario come indicato nel percorso n. 1.