Descrizione
È un itinerario breve che ha però il pregio di racchiudere due importanti edifici che sono stati nei secoli le dimore di nobili o di personaggi illustri che furono, pur in ambiti diversi, protagonisti indiscussi di eventi storici che hanno travalicato i confini del territorio.
Uscendo da San Pietro in Castelvecchio sul percorso “del Monte”, incontriamo pure le indicazioni per il percorso “delle Ville” che ci guida lungo via San Pietro e raggiungendo, dopo una lunga e piacevole discesa, via Roma. La si attraversa passando poi per via Capo di Sotto, lambita dalle acque della roggia Molina e si sbuca su via Venezia. Oggigiorno la via ha perso quasi completamente il fascino di un angolo di campagna dove fino agli anni Cinquanta il tempo sembrava essersi fermato: stradine bianche, rogge affiancate da fitte alberate, modeste case di contadini, le mura di sasso a proteggere la privacy dei nobili palazzi.
Si raggiunge Villa Nievo Bucchia Agosta Moro. Sorta su un primitivo edificio gotico, il progetto della villa attuale, severa e austera, con un lungo portico a sette archi e una loggia al piano nobile, è attribuito a Giandomenico Scamozzi. Poco rimane del parco romantico e del giardino che conserva un portale con statue settecentesche e un pozzo. L’originaria peschiera è stata interrata. Sui prati a fianco è stata ricavata una piscina molto frequentata nel periodo estivo.
Poco più avanti troviamo Villa Forni Cerato. È l'edificio architettonico di maggior pregio presente nel territorio di Montecchio Precalcino. Edificato su commissione di Girolamo Forni, agiato commerciante di legname, è attribuito ad Andrea Palladio (1565 ca.) ed è stato inserito nel 1996 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Dopo 50 anni di abbandono, la villa e l'intero complesso, con rustici e colombara, sono soggetti dal 2018 ad un restauro conservativo che intende riportare l'edificio allo splendore originario.
Si imbocca ora via Marconi che prosegue sterrata tra i campi. Il primo tratto ha mantenuto inalterato l'aspetto di una stradina di campagna, affiancata sulla sinistra dalla roggia che scorre tra i sassi a ridosso dei rustici e dalla quattrocentesca colombara di Villa Forni Cerato. In prossimità di una curva a gomito, troviamo un piccolo agglomerato di case, in parte ristrutturate, ricordate come parte di un'antica Contrà Giudea, a ricordo di una piccola comunità di ebrei insediata nel nostro comune e qui rimasta probabilmente fino alla definitiva cacciata del 1486 da parte del Senato veneziano.
Quello di maggiore interesse storico e artistico è l'edificio ad angolo, cinquecentesco, appartenuto alla famiglia Zanfardin, purtroppo in stato di completo abbandono e fatiscente. Uno di questi edifici ospitava fino agli anni Sessanta l’Osteria del Piocio, trasferitasi poi lungo via Roma col nome di Osteria al Passeggio, diventata poi la rinomata Locanda da Piero.
Con un'ultima piacevole passeggiata arriviamo in via Palazzina che seguiamo fino al grazioso edificio storico che dà il nome alla via.
Qualche decina di metri più avanti troviamo il bel pozzo, uno dei rari manufatti di proprietà pubblica giunti fino a noi ancora sostanzialmente integri nella loro originaria struttura. Il pozzo costituiva la più antica e unica fonte di rifornimento d'acqua potabile là dove non esistevano sorgenti. Risulta difficile determinare l'epoca di realizzazione di questo manufatto, ma per la tecnica, i materiali usati e le strutture esterne rimaste immutate, fan no pensare al XVI o XVII secolo.
Torniamo all'altezza del grazioso edificio storico che dà il nome a via Palazzina e giriamo in via Pittoni fino a raggiungere il percorso pedonale che sbocca sul piazzale del municipio.